I VISITATORI DELLA ZIA LÉONIE


La zia s'era a poco a poco sbarazzata di tutti gli altri visitatori, perché avevano ai suoi occhi il torto di rientrare tutti nell'una o nell'altra delle due categorie di gente ch'ella detestava. Gli uni, i peggiori ed i primi ad essere stati proscritti, erano quelli che le consigliavano di non "riguardarsi" e professavano, foss'anche negativamente e non manifestandola che in certi silenzi di disapprovazione o in certi dubbiosi sorrisi, la dottrina sovversiva che una passeggiatina al sole e una buona bistecca sanguinolenta (quando le restavano quattordici ore sullo stomaco due cattivi sorsi d'acqua di Vichy!) le avrebbero giovato meglio del letto e delle medicine. L'altra categoria era costituita da persone che avevan l'aria di crederla malata più gravemente di quanto non pensasse, malata gravemente come lei diceva di essere. Quindi, quelli che dopo qualche esitazione e per le officiose istanze di Françoise, aveva acconsentito a far salire, e che, nel corso della visita, avevan mostrato com'erano indegni del favore che veniva loro fatto arrischiando timidamente un: - Non credete che se vi moveste un pochino un giorno di bel tempo, - o che al contrario, quando ella aveva detto : - Mi vado proprio spegnendo, è la fine, miei poveri amici, - le avevano risposto : - Ah, quando non c'è la salute! ma voi potete tirare avanti ancora per molto così, - costoro, gli uni come gli altri, potevano star certi di non essere mai più ricevuti.

--- La strada di Swann