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Gabriella Alù
IL LABIRINTO DEL CASTELLO. Simbolismo e istituzione ne "Il Castello" di Franz Kafka |
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II villaggio appartiene al Castello del "Signor Conte Westwest", dice Schwarzer a K. quando questi è appena arrivato al villaggio.
È la prima e l'unica volta in cui ne sentiamo pronunziare il nome; di lui sembra non si possa nemmeno parlare. "Come potrei conoscerlo? Disse il maestro, piano e aggiunse forte "Abbia riguardo alla presenza di bambini innocenti ". Del Conte, infatti, non si parlerà più per tutto il romanzo. Di lui rimane l'ambiguità del nome, chè se traduciamo Westwest con "Occidente-occidente", non ci si può non ricordare dell' Hotel "Occidental" di "America"; qui, però , sembra più suggestiva l'accezione "tramonto-tramonto", che richiama ad una dimensione crepuscolare. Un crepuscolo di Dei stanchi, sornioni ed assonnati, che hanno la meglio sugli uomini solo perchè questi soccombono, come K. e prima di lui i genitori di Olga, Amalia e Barnabas, alla stanchezza ed al logoramento determinato dalla vana attesa di un perdono (che forse l'"autorità"' non può dare) o di una esplicita condanna (che forse essa non vuol dare). Chi è il personale del Castello? Come lo si riconosce? Come si entra al servizio del Castello? Ci sono i funzionari, che però non portano una divisa, ma abiti come tutti gli altri, anche se più belli; ci sono gli inservienti di grado superiore (gli "alti" inservienti, prescelti appunto per... la loro statura), che lavorano meno dei funzionari e che, anch'essi, non portano una divisa. Gli inservienti subalterni, i domestici del Castello, li si può riconoscere dai loro abiti, e "la cosa più' sorprendente è che quegli abiti sono sempre attillatissimi, un contadino o un artigiano non potrebbe vestire cosi; sono abiti quindi poco adatti al lavoro... Gli alti inservienti non scendono mai in paese, ma i domestici li si può vedere all' "Albergo dei Signori". Ci sono poi i Segretari, gli scrivani, i messaggeri, di cui sappiamo che "per allenarsi saltano" (1) e che dovrebbero, certo, avere non una livrea, perchè al Castello non ce ne sono, ma un abito speciale. A Barnabas è stato promesso da tanto tempo, ma "le cose di questo genere procedono molto lentamente, al Castello", e colui che aspetta vive in uno stato di perpetua incertezza, perchè non sa mai se si è ancora in prova, o se l'assunzione definitiva non avrà mai luogo... Dell'identità, della esatta posizione organizzativa e delle attribuzioni di competenza dei funzionari e degli altri dipendenti del Castello non si è mai sicuri, anche perchè parecchi di essi fungono spesso vicendevolmente da schermo (Sortini, il funzionario respinto da Amalia "a quanto dicono si occupa della protezione contro gli incendi, ma forse era lì in rappresentanza di un altro collega..."). Un sottoportinaio può rivelarsi potente quanto un funzionario... I funzionar! hanno una cultura profonda ma circoscritta: "se si resta nel loro campo basta una parola perchè essi colgano subito il nesso logico dei concetti; ma gli affari di un'altra sezione glieli puoi spiegare per ore ed ore, magari approveranno con cortesi cenni del capo ma senza capirne un'acca". C'è, apprendiamo da Bürgel, un "regolamento sulla competenza" secondo il quale alcuni funzionari hanno una competenza principale, e poi tanti che hanno competenze particolari... ma non è detto che un caso sia sempre dibattuto da chi è competente, perchè l'affidamento avviene "a seconda delle specifiche (e sconosciute) esigenze del momento "... All' "Albergo dei Signori", dove alloggiano quando scendono al villaggio, i funzionari svolgono i loro affari nella sala di mescita o nelle loro stanze, durante i pasti o a letto prima di addormentarsi o la mattina presto quando sono troppo stanchi per alzarsi ed hanno ancora voglia di crogiolarsi tra le coperte. Non c'è differenza tra tempo "ordinario" (di vita) e tempo di lavoro: coloro che dipendono dal Castello lavorano giorno e notte. I funzionari sono sempre stanchi per la mole di lavoro che grava su di essi, ed è per questo che in pubblico sembrano sempre assenti; trovano opprimenti i doveri di rappresentanza, il doversi mischiare alla gente comune scendendo al villaggio e, appena possibile, fanno ritorno al Castello. Eppure, il maestro dice a K. che "tra i contadini ed il Castello non c'è gran differenza ". Forse è preferibile cercare di entrare al servizio del Castello per vie traverse, perchè l'ammissione ufficiale è una trafila difficile e lunghissima; certo, in questo modo l'impiego non è formalizzato e non si è ammessi che per metà, non si hanno diritti nè doveri, ma si possono cogliere le buone occasioni ed approfittarne: se c'è un lavoro da fare e nessun impiegato è presente, si accorre ed allora si diventa quello che non si era appena un minuto prima: un impiegato del Castello. Queste occasioni però si presentano a volte subito, a volte si deve aspettare molto, ed inoltre, chi viene assunto così non può' più essere assunto ufficialmente. D'altra parte, la selezione ufficiale è molto onerosa ed a volte si aspetta il verdetto per anni e, quando si è già vecchi, si apprende il rifiuto del Castello e si comprende che la vita, allora, è stata inutile... Dei funzionar!, quelli che vengono menzionati sono Klamm, di cui si sa soltanto che è il Capo Sezione dal quale dipenderebbe la causa di K.; l'italiano Sordini, il funzionario famoso per la sua scrupolosità, che (...) sospetta di tutti" e che si è occupato di chiarire la questione della richiesta, da parte del villaggio, dell'assunzione di un agrimensore, e Sortini, il funzionario "dallo sguardo fosco" di cui Amalia respinge sdegnosamente le richieste oscene. Ci sono poi i Segretari: Gerlander, Bürgel. Ma, sopra tutti, domina la figura di Klamm. (1) "Salta: è l'allenamento dei messaggeri ufficiali" |